La centocinquesima edizione dei Campionati mondiali di pattinaggio di figura, tenutisi in Cina

per la prima volta nella storia, si è conclusa con un trionfo a tutto tondo per Edea, presente

sul podio di ciascuna disciplina.

La novità assoluta è rappresentata chiaramente dalla danza, dove, in coppia con Guillaume

Cizeron, è arrivata la prepotente vittoria di Gabriella Papadakis, unica atleta in gara

equipaggiata Edea. Il risultato è stato significativo vuoi per l’età dell’atleta, Gabriella deve

ancora compiere venti anni, vuoi perché ha testimoniato la duttilità del pattino, perfettamente

idoneo a performance di eccellenza anche nella danza.

Il secondo successo è scaturito per mano di Meagan Duhamel e Eric Radford, che, non solo

si sono nettamente imposti tra le coppie di artistico, ma hanno addirittura mantenuto

l’imbattibilità stagionale su ciascun programma di gara. Il sodalizio canadese, oltre a riportare

in patria un titolo che mancava da quattordici anni, è stato anche in grado di migliorare per

l’ennesima volta il primato personale non facendosi in alcun modo condizionare dalla

qualificata concorrenza delle numerose coppie di casa.

Non sono passati inosservati anche il brillante settimo posto del campione nazionale

statunitense Chris Knierim, al fianco di Alexa Scimeca, e il debutto con il botto del giovane

canadese Charlie Bilodeau, capace, insieme a Julianne Sèguin, di ottenere un prestigioso

ottavo posto nella prima apparizione in carriera nella categoria maggiore. In particolare, il

quadruplo twist eseguito da Scimeca/Knierim si è rivelato uno dei punti più alti in assoluto

della competizione.

Soddisfazione anche sul fronte italiano in quanto Valentina Marchei e Ondrej Hotarek

hanno sfiorato l’ingresso nelle prime dieci posizioni, mancato per uno sfortunato incidente di

percorso, che non ha in alcun modo messo in discussione una stagione affrontata ad armi pari

con l’elìte mondiale della disciplina.

Tra gi atleti di casa Edea, va, infine, rimarcata l’agevole qualificazione per il programma libero

ottenuta da Aaron Van Cleave, coadiuvato da Mari Vartamnn, e Christopher Boyadji,

accompagnato da Amani Fancy.

In campo femminile, non è arrivata la vittoria, ma la portata del trionfo di squadra ha assunto

epiche proporzioni. Ben due terzi delle atlete qualificate per il segmento più lungo di gara

sono scese sul ghiaccio indossando pattini Idea e la nipponica Satoko Miyahara, ha

festeggiato il diciassettesimo compleanno regalandosi un secondo posto e mantenendo il

Giappone in zona medaglie per la decima edizione consecutiva. Nell’occasione, è tornata a

ruggire anche lo statunitense Gracie Gold, rimasta ai piedi del podio per un’incollatura, ma

autrice di un entusiasmante rimonta propiziata dalla seconda prestazione in assoluto nel

programma libero. Non sono state da meno la debuttante giapponese Rika Hongo, sesta con il

nuovo primato personale, e la francese Mae Berènice Meité, capace per la prima volta in

carriera di entrare tra le migliori dieci.

Il “tandem “ canadese composto da Alaine Chartrand e Gabrielle Daleman, e quello

coreano, formata da So Youn Park e Hae Jin Kim, hanno, invece, centrato il non banale

obiettivo di difendere due posti in vista della prossima edizione dei Campionati mondiali,

mentre la svedese Joshi Helgesson, la slovacca Nicole Rajicova, la norvegese Anne Line

Gjersem, la slovena Dasa Grm e l’italiana Roberta Rodeghiero hanno eguagliato o stabilito il

migliore risultato in carriera chiudendo la gara tra le migliori venti.

Note di merito anche per la debuttante lituana Angelina Kuchvalska, sedicesima ed autrice

della solita prepotente rimonta nel programma libero, senza dimenticare la tedesca Nicole

Schott e l’italiano Giada Russo, capaci di qualificarsi per il segmento più lungo di gara alla

prima apparizione in una rassegna iridata.

Nel settore maschile, l’atteso giapponese Yuzuru Hanyu si è confermato più forte di tutti gli

infortuni che hanno condizionato il suo avvicinamento alla gara riuscendo a conquistare un

importante posto d’onore con tanto di affermazione nel programma corto. Ovviamente, tutti

gli addetti ai lavori si domandano legittimamente fin dove il campione olimpico potrà

spingersi una volta ritrovata l’integrità fisica e soprattutto la piena padronanza dei salti

quadrupli.

Il padrone di casa Han Yan, supportato da un triplo axel con pochi eguali, si è, invece,

confermato tra i primi dieci al mondo, mentre vanno rimarcate le prestazioni dell’alfiere di

Hong Kong Roland Lam e dell’australiano Brandon Kerry, che a suon di quadrupli hanno

sbriciolato i primati nazionali, attestandosi rispettivamente in quattordicesima e ventesima

piazza. Il debutto nella rassegna iridata è stato positivo anche per il diciottenne coreano June

Hyoung Lee, diciannovesimo, e per il coetaneo filippino Michael Christian Martinez,

ventunesimo.

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